Liquidità a confronto

Conto deposito, BTP o conto corrente?

Hai dei soldi fermi sul conto per i prossimi mesi. Dove li metti, al netto di tutto?

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Un 3% e un 3% non sono lo stesso 3%

I tassi pubblicizzati sono sempre lordi, cioè prima delle tasse. Ma su quel guadagno lo Stato prende quote diverse a seconda di dove tieni i soldi, e in più c'è un'imposta che si paga ogni anno solo per il fatto di possederli. Due parole da avere chiare prima di leggere i numeri:

  • Ritenuta: la tassa sugli interessi, trattenuta direttamente dalla banca. È il 26% su conto corrente e conto deposito, ma solo il 12,5% sui titoli di Stato italiani come i BTP. Su 100 € di interessi ne restano 74 nel primo caso, 87,50 nel secondo.
  • Imposta di bollo: una tassa sul possesso, non sul guadagno. Si paga tutti gli anni. Sul conto corrente è fissa (34,20 € l'anno, e solo se tieni in media più di 5.000 €); su conto deposito, BTP e qualsiasi altro investimento è lo 0,20% annuo del valore. Su 20.000 € sono 40 € l'anno.
  • Cedola: l'interesse che un BTP ti paga, ogni sei mesi, mentre lo tieni. Alla scadenza ti restituisce anche il capitale.

La tua situazione

Tassi lordi annui degli strumenti

E se mi servissero prima?

Le commissioni si applicano solo al BTP, che va comprato tramite banca o broker. Conto corrente e conto deposito non ne hanno.

Quanto ti resta davvero

Tutti i valori sono netti: già tolte ritenuta, imposta di bollo di ogni anno ed eventuali commissioni. Stesso importo, stesso orizzonte, nessun confronto fra un lordo e un netto.

Guadagno netto in più rispetto a lasciarli sul conto corrente

Netto più alto a scadenza

Netto più alto fra gli strumenti sempre disponibili

Bollo totale sul conto deposito, tutti gli anni

Liquidità e garanzia: le due cose che il numero non dice

Riga per riga: dove se ne va il rendimento

Parti dagli interessi lordi, togli la ritenuta, togli l'imposta di bollo di ogni anno, togli le commissioni. Quello che resta è la colonna a destra.

StrumentoInteressi lordiRitenutaBollo (totale)CommissioniNetto finaleRend. netto annuo

Il "rendimento netto annuo" è quanto avresti dovuto ottenere ogni anno, netto e composto, per arrivare a quel risultato. È il numero da confrontare con i tassi pubblicizzati, che sono lordi.

Il confronto, a scadenza e se esci prima

Le barre piene sono lo scenario in cui arrivi alla fine; quelle chiare lo scenario in cui ti servono al mese 6. Tutte e due sono valori netti finali: grandezze omogenee.

Perché sotto una certa cifra vince il conto corrente

Questo grafico mette conto corrente e conto deposito allo stesso identico tasso, così l'unica differenza che resta è l'imposta di bollo: fissa da una parte (34,20 €), proporzionale dall'altra (0,20%). La linea è la differenza di netto finale. Dove attraversa lo zero, i due strumenti pareggiano: sopra quella cifra conviene il deposito, sotto il conto corrente.

Il punto di pareggio con i tuoi parametri è . Con tasso zero cade esattamente a 17.100 € (34,20 ÷ 0,20%); con tassi più alti scende un po', perché lo 0,20% si applica al saldo già cresciuto degli interessi. Sotto i 5.000 € di giacenza media il conto corrente non paga bollo affatto.

Come funziona il calcolo

Il bollo si paga ogni anno

È l'errore più comune quando si confrontano strumenti su più anni. Lo 0,20% non è un costo d'ingresso: te lo addebitano a ogni rendicontazione, per tutti gli anni in cui tieni i soldi lì. Su 20.000 € per cinque anni sono circa 200 €, non 40. Il calcolatore lo applica anno per anno sul saldo di quel momento, e per la frazione d'anno finale lo calcola in proporzione ai mesi — come fanno le banche anche quando svincoli in anticipo.

Le aliquote usate

26% sugli interessi di conto corrente e conto deposito (art. 26 DPR 600/1973, aliquota elevata al 26% dal D.L. 66/2014). 12,5% su cedole e proventi dei titoli di Stato italiani (D.Lgs. 239/1996). Bollo 0,20% annuo su conto deposito e dossier titoli, senza minimo né massimo per le persone fisiche (art. 9 Tariffa, D.Lgs. 123/2025, in vigore dal 1° gennaio 2026; il minimo di 34,20 € era stato abolito già dalla Legge di Stabilità 2014). 34,20 € fissi sul conto corrente di persona fisica, dovuti solo se la giacenza media supera 5.000 €.

Gli interessi restano dentro

Gli interessi netti (e le cedole nette del BTP) restano nello strumento e continuano a rendere allo stesso tasso. Vale per tutti e quattro: se il conto deposito capitalizzasse e le cedole del BTP restassero ferme a zero, il confronto sarebbe truccato in partenza. Sul BTP questa ipotesi ha un nome — rischio di reinvestimento: fra sei mesi quel rendimento potrebbe non essere più disponibile.

Il conto deposito vincolato

Il calcolo assume che paghi tutti gli interessi in un'unica soluzione alla scadenza, senza capitalizzazione intermedia: è la forma contrattuale più diffusa. Se il tuo vincolato accredita gli interessi ogni anno, il suo rendimento reale è leggermente più alto di quello mostrato qui. La penale di svincolo non è stabilita dalla legge: è un parametro del contratto, e infatti è un campo che imposti tu.

Il BTP e il rischio di prezzo

Se lo porti a scadenza lo Stato ti rimborsa 100 e non c'è alcun rischio di prezzo. Se lo vendi prima, il prezzo lo fa il mercato: il calcolatore riprezza le cedole residue e il rimborso al tasso di mercato che hai ipotizzato. Tassi saliti = titolo che vale meno. L'eventuale guadagno da vendita è tassato al 12,5%; una eventuale perdita, nella realtà, è recuperabile compensandola con guadagni futuri entro il quarto anno, cosa che qui non è modellata.

⚠️ Cosa questo calcolo NON include

  • Il canone del conto corrente e le spese di tenuta conto, che variano da banca a banca. Se paghi un canone, il conto corrente sta peggio di come appare qui.
  • L'acquisto del BTP sotto o sopra la pari. Si assume prezzo 100 in acquisto e in rimborso. Comprato a sconto, il BTP rende più di quanto mostrato (la differenza è tassata al 12,5%); comprato sopra la pari, meno.
  • Il rateo di cedola pagato al venditore se compri il titolo a metà semestre. Piccolo, ma esiste.
  • L'inflazione. Tutti i numeri sono nominali. Con inflazione al 2%, un netto del 2% significa potere d'acquisto invariato. Per vederlo usa il calcolatore del potere d'acquisto.
  • Le promozioni (tasso boost per i primi mesi, bollo pagato dalla banca sui vincolati). Sono frequenti sui conti deposito e migliorano il risultato reale.
  • Il rischio emittente. Un BTP dipende dalla solidità dello Stato italiano, un deposito da quella della banca (entro 100.000 € c'è però il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi). Nessuno dei due è "senza rischio", sono rischi di natura diversa.

Domande Frequenti

Perché i BTP sono tassati meno?

È una scelta politica, non una legge di natura: lo Stato tassa al 12,5% invece che al 26% i proventi dei propri titoli (e di quelli dei Paesi in "white list") perché così il proprio debito costa meno da collocare. Il risultato pratico è che un BTP al 3% lordo rende, sulla sola cedola, quanto un conto deposito al 3,55% circa. L'agevolazione riguarda però solo l'imposta sugli interessi: il bollo dello 0,20% si paga comunque, esattamente come su azioni ed ETF.

Il conto deposito è sicuro?

Entro 100.000 € per depositante e per banca i depositi sono coperti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi: se la banca fallisce, il Fondo rimborsa. Il limite vale per l'intero gruppo bancario, non per singolo conto: aprire tre conti nella stessa banca non triplica la copertura. Sopra quella soglia la soluzione abituale è distribuire su istituti diversi. I titoli in dossier (BTP, ETF, azioni) non rientrano in questo meccanismo: non sono soldi della banca, sono tuoi e restano tuoi anche se la banca fallisce, ma il loro valore dipende dall'emittente.

Il vincolato rende di più. Perché il tool non me lo consiglia sempre?

Perché il rendimento più alto è il prezzo di una rinuncia, non un pasto gratis: stai vendendo alla banca la possibilità di usare quei soldi quando vuoi. Se il denaro che stai vincolando è il tuo cuscinetto per gli imprevisti, il vincolo lo trasforma in qualcosa che, nel momento esatto in cui ti serve, non puoi usare — o puoi usare pagando tutti gli interessi maturati. Muovi il cursore "ritiro tutto al mese" e guarda cosa succede: è quello il numero da confrontare, non quello a scadenza. Se non hai ancora un fondo di emergenza, parti da lì: calcolatore del fondo di emergenza.

Ho pochi soldi da parte. Mi conviene aprire un conto deposito?

Se la cifra è piccola, spesso no. Il conto corrente paga un bollo fisso di 34,20 € (zero se la giacenza media resta sotto 5.000 €), il conto deposito paga lo 0,20% proporzionale: sotto circa 17.100 € il bollo proporzionale è più leggero di quello fisso, e sotto i 5.000 € il conto corrente non paga nulla. Attenzione però: questo confronto vale a parità di tasso. Nella realtà il conto corrente rende zero e il conto deposito rende qualcosa, quindi il deposito torna a convenire molto prima. Il secondo grafico serve proprio a isolare l'effetto del solo bollo.

Questo strumento è una consulenza finanziaria?

No. È uno strumento didattico che mostra l'effetto di imposte e bollo su ipotesi che scegli tu. I tassi futuri, il prezzo a cui riuscirai a vendere un titolo e le condizioni contrattuali della tua banca non sono conoscibili da qui. Per decisioni su una parte rilevante del tuo patrimonio rivolgiti a un consulente finanziario indipendente.

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