Investimenti
Calcolatore Piano di Accumulo
Quanto diventa il tuo PAC nel tempo — e quanto te ne resta davvero in mano, tolti i costi del prodotto e l'imposta.
Cos'è l'interesse composto?
È quando guadagni interessi sugli interessi già guadagnati: ogni rendimento diventa nuovo capitale che a sua volta rende. Il tasso che inserisci qui è quello lordo annuo dello strumento, come lo trovi pubblicizzato: costi di gestione e imposta li toglie il calcolatore, perché il numero che conta è quello che ti resta in mano.
Parametri
Risultati
Tutti gli importi sono in euro nominali del giorno in cui liquidi, tranne dove è scritto «in euro di oggi».
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Crescita nel tempo
Due grandezze omogenee: quanto è uscito dal tuo conto e quanto incasseresti liquidando in quell'anno.
Non conta solo quanto paghi: conta quando
Con la stessa aliquota del 26%, pagare l'imposta ogni anno o pagarla tutta alla fine dà due risultati diversi: chi paga alla fine tiene in gioco anche il capitale che avrebbe già versato all'erario, e quel capitale rende. È il motivo per cui un ETF ad accumulazione e un conto deposito con lo stesso rendimento lordo non arrivano allo stesso punto.
Dettaglio anno per anno
| Anno | Versato | Valore lordo | Imposta se vendi | Netto se vendi |
|---|
Cosa questo calcolo non include
Ogni voce è seguita dalla direzione in cui sposta il risultato, così sai da che parte sbaglia.
- Imposta di bollo sul dossier titoli. Non è applicata. Il suo fondamento vigente è l'art. 9 della Tariffa, Parte I, Allegato 3 al D.Lgs. 123/2025, e in questa sessione il testo dell'allegato non è risultato consultabile sulle banche dati pubbliche: il sito non pubblica un'aliquota che non ha potuto rileggere sulla fonte. Il valore finale qui è più alto del reale, e di più quanto più lungo è l'orizzonte.
- Commissioni fisse per ordine, spread e costi di cambio. Esclusi. Sottostimano i costi, soprattutto per chi versa importi piccoli e spesso.
- Rivalutazione del versamento. Il versamento resta uguale per tutta la durata. Chi lo adegua all'inflazione accumula più di quanto qui appaia.
- Una sola aliquota per tutto il portafoglio. Un fondo che contiene titoli di Stato è tassato meno su quella quota: per un obbligazionario governativo l'imposta qui è sovrastimata.
- Minusvalenze pregresse e vendite intermedie. Si liquida tutto alla fine, in una volta sola. Chi ha uno zainetto fiscale da spendere pagherà meno imposta di quella indicata.
- Rendimento costante. È l'omissione più grande di tutte, e non si corregge con un campo in più: vedi qui sotto.
Come leggere questo numero
È una proiezione, non una previsione. Il calcolo fa crescere il capitale di una percentuale identica ogni mese. Nessun mercato si comporta così: il 7% storico dell'azionario globale è una media calcolata a posteriori su decenni, dentro cui ci sono anni a +25% e anni a −40%. Un piano che oscilla attorno alla stessa media non arriva allo stesso punto di uno che cresce liscio, e l'ordine in cui arrivano i rendimenti conta: due sequenze con la stessa media danno risultati diversi.
Le quattro opzioni fiscali non sono lo stesso investimento con un'etichetta diversa. Un conto deposito ha un rendimento noto in anticipo e il capitale non oscilla; un ETF azionario no. Se confronti le due voci a parità di rendimento inserito stai confrontando una cosa certa con una sperata: il risultato più alto è anche quello con il rischio dentro.
Il vantaggio del differimento si paga con l'illiquidità della scelta. Chi rimanda l'imposta alla fine tiene in gioco più capitale, ma resta esposto al mercato fino a quel giorno, e il giorno in cui vende decide quanto incassa. Il numero in testa a questa pagina vale se liquidi alla fine del periodo che hai scelto: liquidare durante una discesa dà un altro numero.
Versare di rado non è gratis. A parità di somma versata nell'anno il calcolo premia chi versa una volta sola all'inizio del periodo, perché quei soldi rendono per dodici mesi invece che per sei e mezzo in media. Vale però solo se quella somma è già disponibile: chi la accantona mese per mese su un conto e investe una volta l'anno tiene la liquidità ferma nel frattempo, e questo calcolatore non rappresenta il suo caso.
Aliquote verificate su fonte primaria il 17 settembre 2026 (Normattiva, testo vigente). Questo strumento è a scopo informativo e non è una consulenza finanziaria.
Domande frequenti
Cosa sono gli interessi composti?
Sono interessi calcolati sul capitale iniziale e sugli interessi maturati prima, quindi ogni rendimento diventa nuovo capitale su cui maturano altri interessi.
Partendo da un rendimento annuo effettivo la formula è Valore futuro = Capitale × (1 + r)anni, dove r è il rendimento annuo. Attenzione a una scorciatoia diffusa: dividere il tasso annuo per dodici e capitalizzarlo dodici volte non restituisce il tasso di partenza. Un «7% annuo» trattato così rende il 7,2290%, e su cinquant'anni la differenza è di oltre centomila euro.
Esempio: 10.000 € al 6% diventano 32.071 € in 20 anni senza versamenti. Aggiungendo 200 € al mese lo stesso piano arriva a 123.201 € lordi.
Che rendimento inserisco?
Quello lordo dello strumento, prima di costi e imposta: al resto pensa il calcolatore. Il valore va scelto coerente con lo strumento e con l'orizzonte, non esiste un numero universale.
- Conti deposito e strumenti garantiti: 1-3% lordo.
- Obbligazioni investment grade o ETF aggregate: 2-4% annuo.
- Portafogli azionari globali: 6-9% storico su orizzonti superiori ai dieci anni, con forte volatilità.
- Portafogli bilanciati (60/40): 4-6% come compromesso fra rischio e rendimento.
Se conosci già il rendimento netto del tuo strumento, inseriscilo e scegli «nessuna imposta»: così eviti di togliere due volte la stessa cosa.
Perché il risultato non dipende dalla capitalizzazione?
Perché il tasso che inserisci è già un tasso annuo effettivo: dice quanto rende lo strumento in dodici mesi, comunque siano distribuiti gli accrediti. La domanda «meglio capitalizzazione mensile o annuale?» ha senso solo per un tasso nominale, come il TAN di un mutuo.
Quello che invece cambia il risultato è ogni quanto versi, perché sposta le date in cui i soldi entrano nel piano: quella scelta la fai nel menu «ogni quanto versi».
Quanto conta iniziare presto?
Il tempo è l'alleato principale dell'interesse composto: più anni hai, meno capitale serve per arrivare allo stesso obiettivo.
Con 200 € al mese a un rendimento netto del 7%, dopo 20 anni accumuli 102.081 € avendone versati 48.000. Con 30 anni lo stesso impegno arriva a 235.213 € versandone 72.000: dieci anni in più moltiplicano il risultato per 2,3 a fronte di un versamento aumentato di una volta e mezza.
Quando pago l'imposta su un PAC?
Dipende dallo strumento. Su ETF, fondi e azioni l'imposta del 26% si paga quando vendi, sulla plusvalenza realizzata; su un conto deposito o su una cedola la ritenuta arriva ogni anno, sugli interessi di quell'anno.
Nel frattempo, chi paga alla fine tiene in gioco anche il capitale che avrebbe già versato all'erario. È un vantaggio reale, ma non è un regalo: resta esposto al mercato fino al giorno in cui vende.
Perché il valore «in euro di oggi» è così più basso?
Perché l'inflazione erode il potere d'acquisto di una cifra futura. Con un'inflazione media del 2% annuo, cento euro fra vent'anni comprano quanto ne comprano 67 oggi.
L'inflazione non entra nella simulazione e non cambia il montante: serve solo a leggerlo. Tenere le due grandezze separate evita di mescolare euro di oggi ed euro futuri nello stesso numero.