· Team Finvestire · Educazione Finanziaria  · 6 min read

Cosa sono gli ETF e come funzionano: Guida Completa con Esempio Pratico sull'SWDA

Cosa sono gli ETF e come funzionano? Guida completa con esempio pratico sull'SWDA, l'ETF più capitalizzato in Europa: costi, composizione, rischi e simulazione di rendimento.

Cosa sono gli ETF e come funzionano? Guida completa con esempio pratico sull'SWDA, l'ETF più capitalizzato in Europa: costi, composizione, rischi e simulazione di rendimento.

Se hai iniziato ad avvicinarti al mondo degli investimenti, è quasi impossibile non aver sentito parlare di ETF. Sono diventati uno degli strumenti più usati dagli investitori retail di tutto il mondo, e non senza motivo. In questa guida scoprirai cosa sono, come funzionano, quali sono i vantaggi e i rischi, e li analizzeremo concretamente attraverso l’esempio dell’SWDA, l’ETF più capitalizzato in Europa.


Cosa sono gli ETF?

ETF sta per Exchange Traded Fund, letteralmente “fondo negoziato in borsa”. È uno strumento finanziario che combina due caratteristiche apparentemente opposte: la diversificazione di un fondo di investimento e la semplicità di acquisto di un’azione ordinaria.

Come un fondo, un ETF detiene al suo interno un paniere di titoli, e può contenere al suo interno azioni, obbligazioni, materie prime o altri asset. Come un’azione, puoi comprarlo e venderlo in qualsiasi momento durante l’orario di borsa, al prezzo di mercato corrente.

La caratteristica che lo distingue dai fondi attivi tradizionali è che nella grande maggioranza dei casi gli ETF sono a gestione passiva: non cercano di battere il mercato scegliendo i titoli migliori, ma si limitano a replicare fedelmente un indice di riferimento, ad esempio l’S&P 500, il MSCI World o il FTSE MIB(probabilmente avrai sentito nominare almeno uno di questi indici borsistici)


Come funziona un ETF nella pratica?

Quando compri una quota di un ETF, stai acquistando una fetta di un portafoglio già costruito che replica un indice. Se quell’indice sale, il valore della tua quota sale. Se scende, scende anche il tuo investimento.

Il meccanismo interno è gestito da una società emittente che si occupa di acquistare e mantenere i titoli dell’indice in modo che la performance dell’ETF sia il più possibile allineata a quella dell’indice stesso. I principali emittenti sono a livello globale sono iShares (BlackRock), Vanguard e Amundi, WisdomTree, …


I vantaggi degli ETF

Gli ETF hanno conquistato milioni di investitori per ragioni molto concrete.

- Diversificazione immediata: con un singolo acquisto puoi esporti a centinaia o migliaia di aziende in decine di paesi. È la forma più semplice ed economica di diversificazione disponibile per un investitore retail.

- Costi molto bassi: i fondi attivi tradizionali applicano commissioni di gestione annue che spesso superano l’1,5-2%. Gli ETF passivi hanno costi medi che vanno dallo 0,05% allo 0,30% annuo, una differenza che nel lungo periodo ha un impatto enorme sul rendimento finale grazie all’effetto compounding(interesse composto).

- Trasparenza totale: la composizione di un ETF è pubblica e aggiornata quotidianamente. Sai sempre esattamente cosa stai comprando.

- Liquidità: essendo scambiati in borsa come le azioni, puoi comprare e vendere in qualsiasi momento durante le ore di mercato, senza dover aspettare la fine della giornata come nei fondi tradizionali.

- Accessibilità: molti ETF si acquistano con investimenti minimi molto bassi, dove una singola quota può costare poche decine di euro.


Le tipologie di ETF che devi conoscere

Non tutti gli ETF sono uguali. Le distinzioni più importanti riguardano due aspetti: come replicano l’indice e come gestiscono i dividendi.

- Replica fisica vs. sintetica: un ETF a replica fisica acquista direttamente i titoli che compongono l’indice. Uno sintetico usa strumenti derivati (swap) per replicarne la performance senza detenere fisicamente i titoli. La replica fisica è generalmente considerata più trasparente e sicura per l’investitore retail.

- Accumulazione (Acc) vs. Distribuzione (Dist): un ETF ad accumulazione reinveste automaticamente i dividendi ricevuti dalle aziende in portafoglio, aumentando il valore della quota nel tempo, ideale per chi vuole far crescere il capitale sfruttando il compounding(interesse composto). Un ETF a distribuzione paga periodicamente i dividendi in contanti direttamente sul conto, ideale per chi vuole un flusso di reddito regolare.


Esempio pratico: l’SWDA, il più grande ETF in Europa

Passiamo dalla teoria alla pratica con un esempio concreto. L’iShares Core MSCI World UCITS ETF, identificato dal ticker SWDA sulla Borsa di Londra, è l’ETF più capitalizzato in Europa, con oltre 80 miliardi di dollari in gestione.

Cosa replica? L’indice MSCI World, che include circa 1.500 aziende di grandi e medie dimensioni provenienti da 23 paesi sviluppati. In un solo strumento hai esposizione a società come Apple, Microsoft, Amazon, Nestlé, Toyota e centinaia di altre.

Come è composto geograficamente? La composizione dell’SWDA riflette il peso relativo dei mercati sviluppati globali:

Area geograficaPeso approssimativo
Stati Uniti~70%
Giappone~6%
Regno Unito~4%
Francia~3%
Canada~3%
Altri paesi sviluppati~14%

Quali sono i costi? Il TER (Total Expense Ratio) dell’SWDA è dello 0,20% annuo, ovvero 20€ ogni 10.000€ investiti. Un costo estremamente contenuto rispetto a qualsiasi fondo attivo comparabile.

Accumulazione o distribuzione? L’SWDA nella sua versione principale è un ETF ad accumulazione: i dividendi delle aziende in portafoglio vengono automaticamente reinvestiti, aumentando il valore della quota nel tempo senza che tu debba fare nulla.


Quanto cresce un investimento nell’SWDA nel tempo?

Per capire il potere dell’investimento passivo nel lungo periodo, ecco un esempio numerico basato su un rendimento annuo medio del 7% netto:

Investimento inizialeAnniRendimento annuo ipotizzatoValore finale
10.000 €10 anni7%~19.672 €
10.000 €20 anni7%~38.697 €
10.000 €30 anni7%~76.123 €

Senza fare nulla, senza scegliere singoli titoli, senza pagare gestori costosi. Solo il mercato globale che lavora per te nel tempo.

Se invece si aggiunge un **PAC (Piano di Accumulo del Capitale), **acquistando ad esempio 200€ al mese in aggiunta al capitale iniziale, i numeri diventano ancora più significativi grazie all’effetto combinato del compounding e del dollar cost averaging.


I rischi da non sottovalutare

Gli ETF non sono privi di rischi, e sarebbe sbagliato presentarli come tali.

  • Rischio di mercato: un ETF che replica il mercato azionario globale scende quando i mercati scendono. Durante la crisi del 2008 l’MSCI World perse circa il 40% in pochi mesi. Chi vendette in quel momento cristallizzò le perdite; chi rimase investito recuperò tutto entro pochi anni.

- Rischio di concentrazione geografica: l’SWDA ha circa il 70% del peso sugli Stati Uniti. Chi vuole una diversificazione più equilibrata può affiancargli un ETF sui mercati emergenti (come l’EIMI) per bilanciare l’esposizione.

- Rischio valutario: l’SWDA è denominato in dollari, ma quotato anche in sterline e in euro. Le fluttuazioni del cambio EUR/USD influenzano il rendimento percepito da un investitore europeo.


ETF SWDA vs. Fondi attivi: il confronto sui costi nel lungo periodo

Uno dei motivi principali per cui gli ETF hanno guadagnato così tanto spazio è la differenza di costo rispetto ai fondi a gestione attiva. Ma non è solo una questione di commissioni: è anche una questione di risultati reali.

Secondo lo SPIVA Scorecard di S&P Global, il report più autorevole che misura la performance dei fondi attivi rispetto ai loro indici di riferimento, oltre il 90% dei fondi azionari attivi non riesce a battere il proprio indice di riferimento su un orizzonte di 15-20 anni. Non nell’anno peggiore: in media, sistematicamente, nel lungo periodo.

E i costi amplificano ulteriormente questo divario. Ecco cosa succede su 100.000€ investiti per 20 anni con un rendimento lordo del 7%:

StrumentoCosto annuoValore finale stimato
ETF SWDA0,20%~363.000 €
Fondo attivo medio1,80%~285.000 €

La differenza, quasi 80.000€, è interamente dovuta alle commissioni. Soldi che in un caso rimangono nel tuo portafoglio, nell’altro vanno alla società di gestione.


Conclusione

Gli ETF, e l’SWDA in particolare, rappresentano uno degli strumenti più efficienti mai messi a disposizione dell’investitore comune. Permettono di accedere a un portafoglio globale diversificato con costi minimi, massima trasparenza e senza richiedere competenze specialistiche nella selezione dei titoli.

Non sono uno strumento privo di rischi, e non sostituiscono una pianificazione finanziaria complessiva. Ma per chi vuole iniziare a investire, o costruire il nucleo centrale di un portafoglio a lungo termine, sono difficilmente battibili nella semplicità ed efficacia.

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