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Vendita parziale: quale lotto stai vendendo e quanta imposta paghi
Hai comprato lo stesso ETF sei volte in tre anni, a prezzi diversi. Ne vendi un terzo: quale pezzo stai vendendo? Sembra una domanda oziosa — le quote sono tutte uguali — ma la risposta decide quanta imposta paghi oggi, e non è una tua scelta. La legge ne impone due, diverse a seconda del regime fiscale in cui ti trovi.
Norme e aliquote verificate su fonte primaria il 4 settembre 2026. Parametri 2026.
Il criterio non lo scegli tu, e non è lo stesso per tutti. Nel risparmio amministrato l’intermediario deve assumere come costo il costo medio ponderato delle quote della stessa categoria (art. 6, comma 4, D.Lgs. 461/1997). Nel regime dichiarativo si considerano invece cedute per prime quelle acquistate in data più recente, cioè il L.I.F.O. (art. 67, comma 1-bis, TUIR). Due persone con la stessa posizione, che vendono la stessa quantità allo stesso prezzo lo stesso giorno, pagano imposte diverse solo per il modulo che hanno firmato all’apertura del conto.
L’operazione
Le minusvalenze pregresse sono il tuo «zainetto fiscale»: il credito che ti resta dalle vendite in perdita degli anni scorsi. Lo trovi nell’estratto conto fiscale del broker.
I tuoi acquisti
Un lotto per riga, con l’anno dell’acquisto: l’ordine cronologico lo determina l’anno, non la posizione nel modulo. Lascia la quantità a zero per le righe che non ti servono. Il prezzo è quello unitario pagato, le commissioni sono quelle dell’acquisto.
Sono oneri inerenti e aumentano il costo fiscale riconosciuto (art. 68, comma 6, TUIR): inserirle riduce l’imposta, ometterle la sovrastima.
Imposta che paghi oggi
Ti resta in tasca
Costo fiscale riconosciuto
Aliquota effettiva sull’utile
I due criteri sulla stessa operazione
| Voce | Costo medio ponderato | L.I.F.O. |
|---|
La colonna evidenziata è quella che si applica a te. L’altra non è un’opzione disponibile: è quanto costerebbe la stessa vendita nell’altro regime.
Imposta di oggi e imposta rinviata
Entrambe le serie sono imposte in euro: sotto, quella che versi con questa vendita; sopra, quella che resterebbe da versare liquidando anche le quote non vendute agli stessi prezzi di oggi.
Da quali lotti escono le quote vendute
Entrambe le barre contano quote, non euro. Con il costo medio ponderato non c’è una vera scelta di lotti: il costo unitario è la media pesata su tutti, che equivale esattamente a prelevare da ciascun lotto una fetta proporzionale — ed è così che viene disegnato.
Dettaglio lotto per lotto
| Lotto | Quote | Costo unitario | Vendute (CMP) | Vendute (L.I.F.O.) |
|---|
Da dove vengono questi numeri
Nel dichiarativo si vendono per prime le quote comprate per ultime (L.I.F.O.)
«Agli effetti dell’applicazione delle lettere c), c-bis) e c-ter) del comma 1, si considerano cedute per prime le partecipazioni, i titoli, gli strumenti finanziari, i contratti, i certificati e diritti, nonché le valute ed i metalli preziosi acquisiti in data più recente». Non è una convenzione del broker né una scelta del contribuente: è il criterio di legge, e in un mercato che è salito significa che si vendono per prime le quote più care, quindi si tassa meno oggi.
Fonte: art. 67, comma 1-bis, TUIR (D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917), testo vigente al 4 settembre 2026
Nell’amministrato l’intermediario deve usare il costo medio ponderato
«Per l’applicazione dell’imposta su ciascuna plusvalenza, differenziale positivo o provento realizzato (…) i soggetti di cui al comma 1, nel caso di pluralità di titoli, quote, certificati, rapporti o cripto-attività appartenenti a categorie omogenee, assumono come costo o valore di acquisto il costo o valore medio ponderato relativo a ciascuna categoria». È il motivo per cui la stessa vendita costa cifre diverse a due persone: il criterio dipende dal modulo firmato all’apertura del conto, non dall’operazione.
Fonte: art. 6, comma 4, D.Lgs. 21 novembre 1997 n. 461, testo vigente al 4 settembre 2026
Come si calcola la plusvalenza, e perché le commissioni entrano nel conto
Le plusvalenze «sono costituite dalla differenza tra il corrispettivo percepito (…) ed il costo od il valore di acquisto assoggettato a tassazione, aumentato di ogni onere inerente alla loro produzione (…) con esclusione degli interessi passivi», e «le minusvalenze sono determinate con gli stessi criteri stabiliti per le plusvalenze». Le commissioni di acquisto sono oneri inerenti e aumentano il costo fiscale; quelle di vendita riducono il corrispettivo. La stessa norma chiude ricordando che «il costo o valore di acquisto è documentato a cura del contribuente»: se cambi broker senza trasferire il prezzo di carico, quel costo lo devi dimostrare tu.
Fonte: art. 68, comma 6, TUIR
Aliquota ordinaria 26%, e 48,08% sui titoli di Stato
L’imposta sostitutiva sui redditi di natura finanziaria è del 26%. Per i titoli di Stato italiani ed esteri white list corrispettivi e costi «vanno riportati per il 48,08 per cento del loro ammontare», il che porta l’aliquota effettiva a 26% × 48,08% = 12,5008%, cioè il 12,50% di cui si sente parlare.
Fonte: art. 3, commi 1 e 12, D.L. 24 aprile 2014 n. 66 (conv. L. 89/2014); art. 5, comma 2, e art. 6, comma 1, D.Lgs. 461/1997; Agenzia delle Entrate, istruzioni Modello Redditi PF 2026, Fascicolo 2, quadro RT
Le minusvalenze scadono dopo il 4° periodo d’imposta successivo
L’eccedenza di minusvalenze «può essere portata in deduzione, fino a concorrenza, dalle plusvalenze e dagli altri redditi dei periodi d’imposta successivi ma non oltre il quarto». Nel regime amministrato c’è un vincolo in più che quasi nessuno conosce: la compensazione avviene «nell’ambito del medesimo rapporto», cioè dentro lo stesso conto titoli. Le minusvalenze maturate su un altro broker restano lì, salvo chiusura del rapporto.
Fonte: art. 68, comma 5, TUIR; art. 6, comma 5, D.Lgs. 461/1997
Il guadagno su un ETF non si compensa con le minusvalenze, la perdita sì
Il provento di un OICVM è un reddito di capitale e si tassa per intero; la perdita sullo stesso strumento è un reddito diverso e finisce nello zainetto. È l’asimmetria per cui chi ha in portafoglio solo ETF accumula minusvalenze che non riuscirà mai a spendere vendendo un altro ETF in guadagno. Il tool la applica alla lettera e si rifiuta di compensare quando non si può.
Fonte: art. 44, comma 1, lettera g), e art. 67, comma 1, lettera c-ter), TUIR; Agenzia delle Entrate, circolare 33/E del 15 luglio 2011; istruzioni Redditi PF 2026, Fascicolo 2, quadro RT
Cosa questo calcolo NON include
Ogni voce indica anche in quale direzione sposta il risultato, così sai da che parte sbaglia.
- L’imposta di bollo sul dossier titoli (0,20% annuo): SOTTOSTIMA il costo di tenere le quote, in modo identico su entrambi i criteri. Non cambia il confronto di un euro, perché si paga sul controvalore del deposito e non dipende da quali lotti hai venduto.
- Il rendimento che fai sull’imposta rinviata: SOTTOSTIMA il vantaggio del criterio che tassa meno oggi. Il tool dimostra che il totale non cambia, ma non conta quanto vale avere quel denaro in tasca per anni: con orizzonti lunghi il differimento ha un valore reale, che però è molto più piccolo della differenza di imposta che vedi oggi.
- La scadenza delle minusvalenze anno per anno: SOVRASTIMA lo zainetto utilizzabile. Qui il credito è un totale unico e sempre spendibile; nella realtà ha una data di nascita e muore dopo il quarto periodo d’imposta successivo. Per capire quanta parte del tuo zainetto stai per perdere serve il tool dedicato.
- Gli acquisti fatti su conti diversi e le operazioni successive a questa vendita: nessuna direzione univoca. Il calcolo fotografa una singola vendita su un singolo rapporto: se hai lo stesso ISIN su due broker, ciascuno applica il proprio costo medio o il proprio L.I.F.O. sulle quote che custodisce, e i due conti non si parlano.
- Dividendi e cedole incassati, e il rateo di interessi maturato sui titoli obbligazionari: SOTTOSTIMA le imposte già pagate sulla posizione. Sono redditi di capitale tassati alla fonte e non entrano nel calcolo della plusvalenza da cessione; per i titoli con cedola il corrispettivo va inoltre depurato del rateo maturato, che qui non è modellato.
- Le operazioni sul capitale: frazionamenti, raggruppamenti, fusioni e conversioni: nessuna direzione univoca. Modificano quantità e costo unitario dei lotti secondo regole proprie. Se il tuo titolo ne ha subita una, i prezzi da inserire qui sono quelli già rettificati che trovi sull’estratto conto, non quelli pagati all’epoca.
Questo strumento è materiale informativo, non consulenza finanziaria né fiscale. Le aliquote sono quelle in vigore nel 2026. Il calcolo riproduce il criterio di legge, ma il numero che fa fede è quello dell’estratto conto fiscale del tuo intermediario, che conosce l’intera storia del rapporto: usalo per capire il meccanismo e per accorgerti di un conto che non torna, non per compilare una dichiarazione.