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Rendita da dividendi: quanto capitale serve davvero

Il dividendo non è un rendimento in più: è un pezzo del rendimento che il mercato ti restituisce in contanti, e su cui paghi le imposte subito. Questo tool calcola il capitale che serve per la rendita netta che vuoi, e lo mette accanto a quello che servirebbe vendendo ogni anno una quota di un ETF ad accumulazione — stesso capitale, stesso rendimento lordo, stessa rendita incassata.

Parametri normativi verificati su fonte primaria il 1 settembre 2026. Aliquote e imposta di bollo 2026.

Il confronto è fra due modi di prendere la rendita, non fra due rendimenti. I due rami hanno lo stesso rendimento totale lordo: se il portafoglio a dividendi stacca il 4%, il suo prezzo cresce del 4% in meno. Chi imposta un dividend yield alto e si aspetta lo stesso apprezzamento del prezzo sta assumendo la conclusione, non calcolandola. Entrambi i rami finanziano la stessa spesa netta ogni anno: se la cedola avanza viene reinvestita, se non basta si vende. Ed entrambi subiscono la ritenuta estera — il ramo a dividendi sul conto, il ramo ad accumulazione dentro il fondo.

La rendita che vuoi

Quello che ti resta in tasca, non il dividendo lordo. In euro di oggi: il tool lo rivaluta ogni anno per l’inflazione.

Serve solo a dirti quanto manca e per quanti anni reggerebbe così com’è.

Una rendita nominale costante è una rendita che cala: al 2% l’anno, dopo trent’anni compra il 45% in meno.

I due portafogli

Prezzo più dividendi, prima di imposte e costi. È lo stesso per entrambi i rami: è l’ipotesi che rende il confronto onesto.

Quanto stacca ogni anno. Il prezzo di questo ramo cresce di conseguenza per la differenza col rendimento totale.

Anche un ETF ad accumulazione incassa dividendi: li reinveste dentro, ma sulla ritenuta estera li paga comunque. Circa l’1,8% per l’azionario globale.

La ritenuta estera

I dividendi italiani non subiscono ritenute estere: pagano direttamente il 26% italiano.

15% per gli Stati Uniti, ed è il valore convenzionale più diffuso. Zero per il Regno Unito, che non trattiene nulla in uscita.

Quella che vedi trattenuta sull’estratto conto prima di qualsiasi rimborso. Conta solo se hai scelto una delle due opzioni con aliquota interna qui sopra.

Capitale necessario — strategia a dividendi

Capitale necessario — strategia total return

Differenza fra le due strategie

Quanto ti manca oggi

L’illusione del dividend yield

Primo anno, sul capitale della strategia a dividendiImportoSul lordo

Capitale residuo, in euro di oggi

Il conto delle due strategie, su tutto l’orizzonte

VoceStrategia a dividendiStrategia total return

Le due colonne girano sullo stesso capitale iniziale, quello che serve alla strategia a dividendi, e finanziano la stessa rendita netta ogni anno: quello che cambia è solo quante imposte e quanti costi si porta via ciascuna strada.

Anno per anno

Le norme applicate

Cosa questo calcolo NON include

Ogni voce indica anche in quale direzione sposta il risultato, così sai da che parte sbaglia.

  • La volatilità dei mercati: qui il rendimento è identico ogni anno: SOVRASTIMA la sostenibilità di entrambe le strategie. Prelevare una rendita durante i primi anni negativi lascia molto meno capitale di quanto suggerisca la media: è il rischio di sequenza, ed è il motivo per cui un piano che regge sulla carta può non reggere nella realtà.
  • Il taglio del dividendo: sovrastima SOLO la strategia a dividendi, dove il yield resta costante per tutto l’orizzonte. Nel 2020 molte grandi società europee hanno sospeso la cedola in un trimestre: quella è la vera differenza di rischio fra i due rami, ed è tutta a carico del primo.
  • La compensazione delle minusvalenze pregresse e lo zainetto fiscale: sovrastima l’imposta di chi ha minusvalenze da recuperare, ma solo nella strategia total return: le plusvalenze su ETF armonizzati sono redditi di capitale e non si possono compensare con le minusvalenze in nessun caso.
  • Le commissioni di negoziazione sulle vendite annuali e sui reinvestimenti: sottostima i costi di entrambi i rami. Pesa un po’ di più sulla strategia total return, che vende una volta l’anno, e sulla strategia a dividendi quando reinveste la cedola eccedente.
  • Il rischio e il costo del cambio valuta: nessuna direzione univoca. Un portafoglio a dividendi esteri incassa cedole in valuta e le converte: lo spread applicato dall’intermediario è un costo reale che qui non compare.
  • Il regime fiscale agevolato dei titoli di Stato (aliquota effettiva 12,50%): non applicabile: questo tool ragiona su azioni ed ETF azionari. Chi costruisce la rendita con obbligazioni governative paga meno di quanto si legge qui.
  • Le imposte di successione e la pianificazione del passaggio generazionale: nessuna direzione sul netto annuo, ma cambia la scelta di chi sta costruendo una rendita da lasciare: chi non consuma il capitale lo trasmette con la sua plusvalenza latente ancora intatta.
  • L’effetto della rendita su ISEE e su prestazioni legate al reddito: nessuna direzione sul netto calcolato, ma il patrimonio mobiliare pesa sull’ISEE in entrambe le strategie, e i dividendi incassati vi rilevano anche se tassati a titolo d’imposta.

Questo strumento è materiale informativo, non consulenza finanziaria né fiscale. Le aliquote e l’imposta di bollo sono quelle in vigore nel 2026; le convenzioni contro le doppie imposizioni e le aliquote interne degli Stati esteri cambiano nel tempo e vanno verificate sul proprio estratto conto prima di prendere una decisione.

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