Fiscalità dell’investitore
Regime amministrato o dichiarativo?
È una casella che spunti il giorno in cui apri il conto titoli, e poi te la trascini per anni. Ecco cosa cambia davvero, in euro.
Sui guadagni finanziari si paga il 26%. Quello che cambia è chi fa i conti e quando escono i soldi. Nel regime amministrato deleghi la banca: ti trattiene l’imposta a ogni vendita in guadagno e tu non scrivi niente in dichiarazione. Nel regime dichiarativo i conti li fai tu, li metti in dichiarazione e versi il 30 giugno dell’anno dopo — con due conseguenze: quell’imposta resta investita più a lungo, e puoi sommare le perdite di un broker ai guadagni di un altro, cosa che nell’amministrato non è possibile.
Esiste anche un terzo regime, il risparmio gestito (art. 7 D.Lgs. 461/1997), che tassa il risultato maturato anno per anno anche senza vendere nulla: riguarda le gestioni patrimoniali, non il conto titoli fai-da-te, e resta fuori da questo confronto.
1. Il tuo conto titoli
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2. Cosa muovi in un anno tipo
Importi annui, ripetuti per tutta la durata del confronto. Metti quello che ti aspetti in media, non il tuo anno migliore.
3. I due numeri che decidono
Saldo dichiarativo
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Paghi dopo
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Compensi di più
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Ma paghi la dichiarazione
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Le tre voci colorate fanno esattamente il saldo: paghi dopo + compensi di più − costo della dichiarazione. Tutte e quattro sono totali sull’intero orizzonte, non importi annui.
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Il numero da ricordare
Il dichiarativo conviene finché compilare la dichiarazione ti costa meno di – all’anno.
Sopra quella cifra, quello che guadagni fra differimento e compensazione non basta più a ripagarla.
Quando il dichiarativo va in pari
Saldo cumulato del dichiarativo rispetto all’amministrato, anno dopo anno. Sopra lo zero sei in vantaggio, sotto sei in perdita: la linea dello zero è sempre nel grafico, così il punto di incrocio si vede.
Quanta imposta paghi, anno per anno
Le due serie sono entrambe imposta dovuta in euro, comprensiva di redditi diversi e redditi di capitale. Dove le barre coincidono, il regime non cambia nulla: la differenza nasce solo dalle minusvalenze che l’amministrato non riesce a usare.
Con un broker estero c’è un adempimento in più: il quadro RW
Chi detiene attività finanziarie all’estero deve indicarle ogni anno nel quadro RW del Modello Redditi (o nel quadro W del 730) anche se non ha guadagnato nulla, e anche se ha disinvestito tutto durante l’anno. Con un intermediario italiano che applica la ritenuta, quell’obbligo non esiste. Ometterlo, sul portafoglio che hai indicato, costa fra – e –: dal 3% al 15% degli importi non dichiarati, che diventa dal 6% al 30% se il Paese è a fiscalità privilegiata.
Bollo e IVAFE: la voce che si annulla
Sul tuo portafoglio paghi – all’anno di imposta patrimoniale: si chiama imposta di bollo (0,20%) se il dossier è presso un intermediario italiano e IVAFE (0,20%) se i titoli sono all’estero. Stessa aliquota, nome diverso. Per questo non entra nel confronto fra i due regimi: la paghi comunque, e in entrambi i rami è la stessa cifra. Cambia solo la base di calcolo — il bollo si applica al valore riportato in ogni rendiconto periodico, l’IVAFE al valore di fine anno riproporzionato ai giorni di possesso — e l’aliquota IVAFE sale allo 0,40% per gli Stati a regime fiscale privilegiato, caso che questo calcolo non copre.
Il confronto, anno per anno
| Anno | Imposta amministrato | Imposta dichiarativo | Compensi di più | Paghi dopo | Costo dichiarazione | Saldo dell’anno | Saldo cumulato |
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Le due colonne «imposta» comprendono sia i redditi diversi sia i redditi di capitale. «Compensi di più» è la differenza fra le due, cioè il 26% delle minusvalenze che l’amministrato non riesce a usare. «Paghi dopo» è il rendimento maturato sull’imposta nel tempo che intercorre fra il realizzo e il versamento del saldo.
Che cosa cambia davvero fra i due regimi
| Amministrato | Dichiarativo | Norma | |
|---|---|---|---|
| Chi calcola e chi versa | La banca o il broker. Trattengono l’imposta su ogni vendita in guadagno e la versano loro. | Tu. L’intermediario ti certifica i dati, i conti li fai in dichiarazione. | art. 6 c. 3 e art. 5 c. 4 D.Lgs. 461/1997 |
| Quando esce il denaro | Al momento del realizzo, operazione per operazione. | Con il saldo della dichiarazione: 30 giugno dell’anno successivo (30 luglio con lo 0,40%). | art. 6 c. 9 D.Lgs. 461/1997; art. 17 c. 2 D.P.R. 435/2001 |
| Dichiarazione dei redditi | Non serve indicare nulla: se non la presenti per altri motivi, continui a non presentarla. | Quadro T del 730 oppure quadro RT del Modello Redditi PF, ogni anno, anche in perdita. | art. 5 c. 3 D.Lgs. 461/1997; istruzioni AdE 730/2026, quadro T |
| Compensare le minusvalenze | Solo «nell’ambito del medesimo rapporto»: due conti titoli non si parlano. | Tutte insieme: le minusvalenze certificate da un intermediario abbattono i guadagni di un altro. | art. 6 c. 5 D.Lgs. 461/1997; istruzioni AdE 730/2026, righi T4 e T14 |
| Quanto durano le minusvalenze | Fino al quarto periodo d’imposta successivo. | Fino al quarto periodo d’imposta successivo. Identico. | art. 68 c. 5 TUIR; art. 6 c. 5 D.Lgs. 461/1997 |
| Attività detenute all’estero | Niente quadro RW/W se l’intermediario è residente e applica ritenuta o imposta sostitutiva. | Quadro RW (o W) obbligatorio. Ometterlo costa dal 3% al 15% degli importi non dichiarati. | art. 4 e art. 5 c. 2 D.L. 167/1990 |
| Se sbagli i conti | Risponde l’intermediario, salvo che l’errore nasca da dati inesatti che gli hai dato tu. | Rispondi tu, con le sanzioni ordinarie in materia di imposte sui redditi. | art. 6 c. 3 e c. 11 D.Lgs. 461/1997 |
| Quando puoi cambiare idea | L’opzione vale per tutto l’anno e si revoca entro il 31 dicembre, con effetto dall’anno dopo. | È il regime naturale: ci finisci se non eserciti l’opzione, o quando la revochi. | art. 6 c. 2 D.Lgs. 461/1997 |
Cosa questo calcolo non include
- Un’unica aliquota del 26% su tutto. Titoli di Stato e white list rilevano solo per il 48,08% dell’ammontare e le loro cedole pagano il 12,50%. Se ne hai molti in portafoglio, sia il vantaggio del differimento sia il recupero da compensazione qui sono sovrastimati, in proporzione a quanto pesano.
- Le commissioni di negoziazione. Si sommano al costo d’acquisto e riducono la plusvalenza tassabile. Non toglierle sovrastima l’imposta di entrambi i rami e con essa entrambi i vantaggi.
- Le ritenute estere sui dividendi e il credito d’imposta. Chi incassa dividendi esteri senza un intermediario italiano ha regole proprie sulla base imponibile: qui non sono modellate, e il segno della distorsione dipende dal Paese.
- Cripto-attività e partecipazioni qualificate. Sono comparti separati con regole di compensazione proprie. Includerli qui gonfierebbe il risultato.
- Il reinvestimento dei benefici. Il saldo cumulato è una somma semplice: i risparmi degli anni passati non producono a loro volta rendimento. Il calcolo è quindi leggermente conservativo a favore dell’amministrato.
- Il tuo tempo. Vale zero finché non lo metti tu nel «costo annuo della dichiarazione». Un quadro RT compilato bene la prima volta sono ore, non minuti.
Prima di scegliere
Da dove vengono questi numeri
- I due regimi: art. 5 (dichiarazione) e art. 6 (risparmio amministrato) del D.Lgs. 21 novembre 1997 n. 461. Il risparmio gestito è l’art. 7.
- Aliquota del 26%: art. 3, commi 1 e 12, D.L. 66/2014 (conv. L. 89/2014).
- Versamento del dichiarativo con il saldo della dichiarazione: art. 5, comma 4, D.Lgs. 461/1997; termine del 30 giugno, differibile al 30 luglio con lo 0,40%, art. 17, comma 2, D.P.R. 435/2001.
- Compensazione limitata al medesimo rapporto nell’amministrato: art. 6, comma 5, D.Lgs. 461/1997. Riporto quadriennale: art. 68, comma 5, TUIR.
- Monitoraggio fiscale ed esonero per gli intermediari residenti: art. 4 D.L. 167/1990; sanzione dal 3% al 15%: art. 5, comma 2, D.L. 167/1990.
- Imposta di bollo dello 0,20%: art. 13, comma 2-ter, Tariffa Parte I, D.P.R. 642/1972. IVAFE dello 0,20% (0,40% per gli Stati a fiscalità privilegiata): art. 19, commi 20 e 20-bis, D.L. 201/2011.
- Riscontro operativo su Agenzia delle Entrate, istruzioni al Modello 730/2026, quadri T e W, e su Redditi 2026 – Istruzioni generali, paragrafo «Versamenti».
Parametri verificati il 13 agosto 2026. Questo strumento è a scopo informativo e non sostituisce la consulenza di un professionista abilitato.