Grandi decisioni

Estinguere il mutuo o investire la differenza?

Hai una somma da parte e un mutuo in corso. Buttarla sul debito o metterla a rendere? Ecco il confronto fatto onestamente, a parità di capitale e di esborso mensile.

A decidere sono tre forze. Estinguere ti fa risparmiare gli interessi: è un rendimento certo, pari al tasso del mutuo, e non è tassato perché non è un guadagno ma un costo che sparisce. In cambio perdi la detrazione del 19% su quegli interessi — la gamba che quasi tutti dimenticano. Investire, invece, ti dà un rendimento atteso al netto di costi, bollo e imposta sostitutiva: più alto, ma nessuno te lo firma.

Il confronto è costruito perché nessuno dei due rami sia avvantaggiato: stesso capitale iniziale (quello che avanza dopo aver pagato il debito viene investito anche nel ramo estinzione), stesso esborso mensile (chi estingue non si tiene la rata risparmiata: la investe) e stesso orizzonte, cioè il mese in cui il mutuo sarebbe finito comunque.

1. Il tuo mutuo

Quanto manca alla fine

anni

mesi

La tua rata mensile attuale, calcolata da questi dati

2. La somma che stai decidendo come usare

3. Se invece la investi

Se estingui

patrimonio netto alla fine,

Se investi

patrimonio netto alla fine,

Entrambi i valori sono portafoglio liquidato al netto dell’imposta sostitutiva, meno il debito che resta. All’ultimo mese il debito è zero in tutti e due i rami, quindi resta solo il patrimonio: sono grandezze omogenee e confrontabili.

Il numero da ricordare

Investire conviene solo se ti aspetti più di lordo all’anno, tutti gli anni.

Interessi risparmiati

a favore di chi estingue

Detrazione persa

a sfavore di chi estingue

Penale e spese

a sfavore di chi estingue

Queste tre voci spiegano perché il confronto va da una parte o dall’altra, ma non sono una somma: la differenza fra i due patrimoni qui sopra dipende anche dal rendimento che il capitale produce in ciascun ramo e da quanto ne resta dopo l’imposta. Sono importi nominali sull’intero orizzonte, non attualizzati.

Il patrimonio netto dei due rami, anno per anno

Entrambe le serie sono portafoglio netto d’imposta meno debito residuo: nessun lordo contro un netto. Chi estingue parte più in alto perché ha meno debito; chi investe parte con più capitale sul mercato. Se le linee si incrociano, il grafico lo mostra.

A quale rendimento i due rami pareggiano

Quanto guadagni (o perdi) investendo invece di estinguere, al variare del rendimento lordo che ipotizzi. Sopra lo zero vince investire, sotto vince estinguere: la linea dello zero è sempre nel grafico e l’intervallo contiene sempre il punto di incrocio.

Che cosa succede il giorno in cui rimborsi

Capitale che va alla banca

Penale sul capitale rimborsato

Avanzo che investi comunque

Debito che resta

Il confronto, anno per anno

Cosa dice la legge, voce per voce

Cosa questo calcolo non include

  • L’inflazione. Tutto è nominale. Nella realtà il debito si svaluta da solo mentre lo paghi, e quel regalo va a chi il mutuo se lo tiene: il vantaggio dell’estinzione qui è quindi sovrastimato.
  • La variabilità del tasso del mutuo. Il TAN è tenuto fermo per tutto l’orizzonte. Con un mutuo a tasso variabile è un’ipotesi: se i tassi salgono, estinguere conviene più di quanto qui risulti; se scendono, meno.
  • La volatilità dei mercati. Il rendimento è costante, senza anni buoni e anni cattivi. A parità di media, un percorso reale con versamenti mensili rende quasi sempre qualcosa in meno: il ramo investimento è sovrastimato.
  • La capienza IRPEF e le addizionali. La detrazione del 19% è assunta incassata per intero e opera solo sull’imposta erariale. Chi è incapiente ne incassa meno, e allora il ramo investimento è sovrastimato.
  • Il plafond dell’art. 16-ter TUIR per chi ha stipulato dal 2025 con reddito sopra 75.000 euro: dipende da tutti gli altri oneri detraibili insieme, non solo dal mutuo, e non è stimabile da qui. Se ti riguarda, togli la spunta alla detrazione.
  • Le assicurazioni abbinate al mutuo. Polizze scoppio e incendio o sulla vita spesso non si estinguono insieme al debito, e il loro premio resta.
  • Le minusvalenze. Se il portafoglio chiude in perdita l’imposta è zero, ma quella perdita non viene valorizzata da nessun’altra parte.
  • La surroga e la rinegoziazione. Spostare il mutuo a un’altra banca «con esclusione di penali o altri oneri di qualsiasi natura» (art. 120-quater TUB) è una terza strada, spesso la migliore, che questo confronto non copre.

Prima di decidere

    Da dove vengono questi numeri

    • Nullità della penale di estinzione anticipata, totale o parziale: art. 120-ter del D.Lgs. 1 settembre 1993 n. 385 (Testo Unico Bancario), testo consolidato pubblicato dalla Banca d’Italia.
    • Decorrenza (2 febbraio 2007 per la prima casa, 3 aprile 2007 per gli altri mutui indicati) e rinvio all’accordo ABI–associazioni dei consumatori del 2 maggio 2007 per i contratti anteriori: art. 161, comma 7-ter, TUB.
    • Estinzione automatica dell’ipoteca «senza alcun onere per il debitore»: art. 40-bis TUB. Surrogazione senza penali: art. 120-quater, comma 3, TUB.
    • Detrazione del 19% sugli interessi passivi del mutuo per l’abitazione principale, nel limite di 4000 euro annui complessivi fra gli intestatari: art. 15, comma 1, lett. b), TUIR; Agenzia delle Entrate, «Tutte le agevolazioni della dichiarazione 2026», sezione «Interessi passivi per mutui» e rigo E7.
    • Detrazione spettante per intero a prescindere dal reddito complessivo: art. 15, comma 3-quater, TUIR. Riparametrazione per redditi oltre 75.000 euro sui soli mutui stipulati dal 1° gennaio 2025: art. 16-ter TUIR.
    • Imposta sostitutiva del 26% sui redditi finanziari: art. 3, commi 1 e 12, D.L. 66/2014 (conv. L. 89/2014). Aliquota del 12,50% sui titoli di Stato e white list: art. 2 D.Lgs. 239/1996.
    • Imposta di bollo dello 0,20% sui prodotti finanziari: art. 13, comma 2-ter, Tariffa Parte I, D.P.R. 642/1972.

    Parametri verificati il 14 agosto 2026. Questo strumento è a scopo informativo e non sostituisce la consulenza di un professionista abilitato.

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