Partita IVA
Calcolatore Regime Forfettario 2026
Quanto ti resta davvero: imposta sostitutiva, contributi INPS e confronto con il regime ordinario.
Come funziona il forfettario
Non deduci i costi reali: lo Stato presume che tu ne abbia sostenuti una quota fissa, il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO. Su quello che resta paghi i contributi INPS, e solo dopo averli dedotti paghi l'imposta sostitutiva del 15% — o del 5% nei primi cinque anni. Niente IRPEF, niente addizionali, niente IVA in fattura.
1 La tua attività
ATECO: —
2 I tuoi contributi
Requisiti
Inserisci i tuoi dati.
Quanto ti resta in tasca
I passaggi, nell'ordine giusto
- 1. Ricavi incassati -
- 2. × coefficiente = reddito lordo -
- 3. − contributi sul lordo -
- 4. = imponibile -
- 5. × aliquota = imposta -
- 6. Netto in tasca -
L'ordine conta: i contributi si calcolano sul reddito lordo e solo dopo si deducono dall'imponibile. Calcolarli sull'imponibile già netto sottostima sia contributi sia imposta.
Forfettario o ordinario?
Nel forfettario i costi reali li paghi comunque, semplicemente non li deduci. Più costi hai, più l'ordinario recupera terreno. Inserisci le tue spese effettive per vedere dove sta il tuo punto di pareggio.
Quando si paga: saldo e acconti
| Scadenza | Voce | Importo |
|---|
Gli acconti seguono il metodo storico: si commisurano all'imposta dell'anno precedente. Non sono dovuti se l'imposta resta sotto 51,65 €, e si versano in unica rata a novembre se l'acconto non supera 257,52 €. Sopra quella soglia si divide in due rate di pari importo: per i forfettari valgono il 50% e 50% introdotti dall'art. 58 del DL 124/2019, non il 40/60 della generalità dei contribuenti. Le date esatte cambiano ogni anno per proroghe e differimenti — negli ultimi esercizi i forfettari hanno beneficiato di un rinvio a luglio: verifica il termine dell'anno in corso prima di versare. I contributi INPS seguono un calendario proprio: artigiani e commercianti versano i fissi in quattro rate (scadenze di maggio, agosto, novembre e febbraio, slittate al primo giorno lavorativo utile) e l'eccedenza insieme ai redditi; la Gestione Separata versa tutto con saldo e acconti.
Gli altri requisiti
Il calcolo verifica solo la soglia dei ricavi. Restano da rispettare: non superare 35.000 € di redditi da lavoro dipendente o assimilati, non detenere partecipazioni di controllo in società che svolgono attività riconducibili alla tua, e non fatturare in prevalenza a un ex datore di lavoro degli ultimi due anni.
Cosa perdi nel forfettario
Non deduci i costi reali e non detrai nulla: spese sanitarie, familiari a carico, ristrutturazioni, interessi sul mutuo. Se il forfettario è il tuo unico reddito, quelle detrazioni si perdono del tutto. È il motivo per cui chi ha detrazioni alte e costi alti spesso sta meglio in ordinario anche sotto gli 85.000 €.
La riduzione del 35% conviene?
Riduce i contributi di oltre un terzo, ma taglia nella stessa misura l'anzianità contributiva accreditata: versi meno oggi e prendi meno pensione domani. Ha senso se stai avviando l'attività e hai bisogno di cassa, meno se sei a metà carriera con una posizione previdenziale da costruire.
Parametri usati e cosa non è incluso
Riferimenti 2026
Coefficienti di redditività dell'Allegato 4 della L. 190/2014: il DL 81/2025 li ha congelati sulla vecchia classificazione ATECO 2017 in attesa di una tabella compatibile con ATECO 2025. Gestione Separata al 26,07% (25% IVS + 0,72% assistenziali + 0,35% ISCRO). Artigiani e commercianti secondo la Circolare INPS 14/2026: minimale 18.808 €, fisso 4.521,36 € e 4.611,64 €, aliquote 24% e 24,48% sull'eccedenza, un punto in più oltre 56.224 €, massimale 122.295 €.
Cosa il calcolo non fa
La deduzione dei contributi è per cassa: conta quanto versi nell'anno, non quanto maturi. Il calcolo assume che maturato e versato coincidano — ipotesi ragionevole a regime, meno nel primo anno di attività, quando in genere non hai ancora versato nulla e l'imponibile risulta più alto. Non sono modellate le casse professionali (usa "Altra cassa"), le riduzioni contributive per nuovi iscritti, il ravvedimento, né la rateizzazione. Non è consulenza fiscale: prima di scegliere il regime, parlane con un commercialista.