Previdenza Complementare

Fondo Pensione o TFR in Azienda?

Confronta i due scenari fino alla pensione: deduzione fiscale, tassazione agevolata e rivalutazione ISTAT.

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Una scelta che vale decine di migliaia di euro

Ogni anno accantoni circa il 7,4% della tua RAL come TFR (RAL ÷ 13,5). Puoi lasciarlo in azienda, dove si rivaluta dell'1,5% + 75% dell'inflazione, oppure conferirlo a un fondo pensione, dove viene investito e gode di una tassazione finale dal 15% al 9% invece della tassazione separata IRPEF. I contributi volontari sono inoltre deducibili fino a 5.300 € l'anno (soglia aggiornata dalla Legge di bilancio 2026).

1 La tua situazione

Quota TFR annua: -

145

Rivalutazione TFR netta: -

2 Il fondo pensione

Rendimento netto effettivo del fondo
-
dopo imposta sui rendimenti

Risultati dopo 30 anni

Scenario A (netto)
-
TFR in azienda + ETF
Scenario B (netto)
-
fondo pensione
Risparmio fiscale
-
cumulato
Differenza
-
-

Confronto

Inserisci i parametri per vedere il confronto.

Scenario A — TFR in azienda + investi da solo

Quote accantonate
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Rivalutazioni nette (già tassate 17%)
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Montante lordo
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Reddito di riferimento (art. 19 TUIR)
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Aliquota media applicata
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Imposta in tassazione separata
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TFR netto
-

+ ETF: la stessa cifra investita in autonomia

Versato
-
Montante lordo
-
Capital gain 26%
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ETF netto
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Totale scenario A
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Scenario B — Fondo pensione

TFR conferito
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Tuoi contributi
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Contributi del datore
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Rendimenti netti maturati
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Montante lordo
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Aliquota sulla prestazione
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Imposta sulla prestazione
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Fondo netto
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Risparmio fiscale
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Totale scenario B
-

Andamento anno per anno

Come funziona il calcolo

Perché il confronto è a tre gambe

Confrontare "TFR in azienda" con "fondo pensione + i tuoi contributi" sarebbe scorretto: il secondo scenario avrebbe semplicemente più soldi versati, e vincerebbe per costruzione. Chi lascia il TFR in azienda può comunque investire per conto proprio la stessa cifra. Per questo lo scenario A comprende il TFR più un investimento autonomo in ETF dello stesso importo del tuo contributo volontario, con lo stesso rendimento lordo e capital gain del 26% alla vendita. Così il confronto isola quello che conta davvero: il trattamento fiscale, non l'importo versato. Il contributo del datore resta solo nello scenario B perché nella maggior parte dei CCNL spetta unicamente aderendo al fondo.

TFR in azienda

Ogni anno accantoni RAL ÷ 13,5. Il capitale già accumulato si rivaluta dell'1,5% + 75% dell'inflazione ISTAT, e su questa rivalutazione il datore versa ogni anno un'imposta sostitutiva del 17%. Alla liquidazione si applica la tassazione separata dell'art. 19 TUIR: si divide il TFR per gli anni di servizio, si moltiplica per 12 ottenendo il reddito di riferimento, e su quello si calcola l'aliquota media IRPEF. Le rivalutazioni, già tassate, non entrano nella base imponibile.

Fondo pensione

I rendimenti sono tassati ogni anno al 20%, ridotto al 12,5% sulla quota in titoli di Stato. I tuoi contributi sono deducibili fino a 5.300 € l'anno (il TFR conferito non rientra nel plafond): il risparmio è calcolato come differenza fra l'IRPEF con e senza deduzione, non con l'aliquota marginale. Alla prestazione si applica il 15%, che scende dello 0,30% per ogni anno oltre il 15° fino al 9% a 35 anni, e colpisce solo i contributi dedotti: rendimenti e contributi eccedenti il plafond restano fuori. Se il contributo del datore da solo supera i 5.300 €, l'eccedenza torna a essere reddito imponibile IRPEF in busta paga: il calcolo ne tiene conto.

Cosa il calcolo non include

Il risparmio fiscale considera la sola IRPEF erariale: le addizionali regionali e comunali (1,7%–3,3% a seconda del comune) si applicano allo stesso imponibile ridotto dalla deduzione, quindi il vantaggio reale del fondo è di un 6–11% superiore a quello mostrato. La stima è dunque prudente. Non sono inclusi: la detrazione fino a 70 € sul TFR per redditi di riferimento sotto i 30.000 € (art. 19 TUIR), il contributo dello 0,50% al Fondo di garanzia INPS (incide su entrambi gli scenari in modo pressoché identico) e le nuove opzioni di erogazione della Legge di bilancio 2026. Rendimento, inflazione e RAL sono ipotizzati costanti per tutto l'orizzonte: nella realtà non lo sono.

⚠️ I due scenari non sono equivalenti come rischio. Il TFR in azienda ha una rivalutazione garantita per legge e nessun rischio di mercato, ma è esposto all'insolvenza del datore (tutelata dal Fondo di garanzia INPS). Il fondo pensione può rendere di più ma il risultato non è garantito e il capitale è vincolato fino alla pensione, salvo anticipazioni previste dalla legge. Questa simulazione ipotizza rendimento e inflazione costanti: nella realtà non lo sono. Non è consulenza finanziaria.

La scelta è reversibile?

Solo in parte. Se conferisci il TFR al fondo pensione la scelta è irreversibile: non puoi riportarlo in azienda. Puoi però sempre cambiare fondo dopo due anni di iscrizione, portando con te la posizione maturata e l'anzianità contributiva, che conta per l'aliquota agevolata.

Posso riprendere i soldi prima?

Sì, ma con limiti. Le anticipazioni per spese sanitarie arrivano al 75% e sono richiedibili in qualsiasi momento (tassate 15%–9%). Dopo 8 anni di iscrizione puoi chiedere fino al 75% per acquisto o ristrutturazione della prima casa e fino al 30% per altre esigenze, entrambe tassate al 23%: gli 8 anni servono per entrambe. Il TFR in azienda prevede il 70% dopo 8 anni di servizio.

Capitale o rendita?

Alla pensione puoi ritirare fino al 60% in capitale (soglia elevata dalla Legge di bilancio 2026, prima era 50%), il resto in rendita vitalizia. Il calcolo qui mostra il montante complessivo netto, senza distinguere fra le due forme di erogazione.

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