· Team Finvestire  · 5 min read

Cos'è l'EBITDA e come si calcola: guida completa con esempio numerico

Cos'è l'EBITDA e come si calcola? Dalla formula alle voci di costo nascoste, fino a un esempio numerico realistico: tutto quello che devi sapere spiegato passo per passo

Cos'è l'EBITDA e come si calcola? Dalla formula alle voci di costo nascoste, fino a un esempio numerico realistico: tutto quello che devi sapere spiegato passo per passo

Se hai mai letto un’analisi finanziaria o sentito parlare di valutazione aziendale, è quasi impossibile non esserti imbattuto nell’EBITDA. È uno degli indicatori più usati, e più fraintesi, in finanza. In questa guida scoprirai cosa significa, come si arriva a calcolarlo passo per passo e cosa si nasconde davvero dietro ogni voce di costo.


Cosa significa EBITDA?

EBITDA è l’acronimo inglese di:

Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation & Amortization

In italiano: utile prima di interessi, imposte, deprezzamenti e ammortamenti.

In parole semplici, è una misura della redditività operativa pura di un’azienda: quanto guadagna dal suo business principale, al netto di tutto ciò che è puramente commerciale o produttivo, ma prima che entrino in gioco variabili finanziarie, fiscali o contabili.


Il percorso dai ricavi all’EBITDA

Per capire l’EBITDA bisogna capire come si costruisce. Non è un numero che appare dal nulla: è il risultato di due sottrazioni successive dai ricavi totali, ognuna delle quali elimina una categoria precisa di costi.

Ricavi → tolgo il Costo del Venduto → Margine Lordo(o Gross Margin)

Margine Lordo → tolgo le Spese Operative(anche dette OpEx) → EBITDA

Semplice nella struttura, ma ogni passaggio nasconde molto più di quanto sembri. Vediamoli uno per uno.


Step 1: dai Ricavi al Margine Lordo

Il primo passaggio consiste nel sottrarre ai ricavi il Costo del Venduto (in inglese COGS, Cost of Goods Sold): tutto ciò che l’azienda spende direttamente per produrre o acquistare ciò che vende.

Dentro al costo del venduto troviamo tipicamente:

**- Materie prime e materiali: **tutto ciò che fisicamente entra nel prodotto finale. Per una fabbrica di mobili sono il legno e i materiali di assemblaggio; per una catena di ristoranti sono gli ingredienti.

- Manodopera diretta: il costo del personale che lavora direttamente alla produzione. Non chi sta in ufficio, ma chi sta sulla linea produttiva o eroga il servizio.

- Costi di produzione diretti: energia elettrica degli impianti, manutenzione dei macchinari di produzione, imballaggi, costi di magazzino legati direttamente al prodotto.

Il risultato di questa prima sottrazione è il Margine Lordo, che misura quanto l’azienda guadagna dopo aver coperto i costi strettamente necessari a fare il suo prodotto o servizio.


Step 2: Dal Margine Lordo all’EBITDA

Il secondo passaggio sottrae le Spese Operative (OpEx, Operating Expenses): tutti i costi necessari a far funzionare l’azienda nel suo complesso, che non rientrano nella produzione diretta.

Questa è la categoria più ampia e articolata, e vale la pena esplorarla in dettaglio.

- Costi del personale non produttivo: stipendi, contributi e benefit di tutte le figure che non lavorano direttamente alla produzione: management, amministrazione, risorse umane, IT, legale interno, customer service. In molte aziende questa è la voce di spesa operativa più pesante.

- Marketing e commerciale: campagne pubblicitarie, sponsorizzazioni, fiere di settore, commissioni alla rete vendita, costi degli agenti, attività di PR e comunicazione. Tutto ciò che serve per acquisire e mantenere i clienti.

- Affitti e occupazione: canoni di locazione di uffici, showroom, punti vendita, magazzini non produttivi. Per le aziende con presenza fisica distribuita sul territorio questa voce può essere molto significativa.

**- Servizi professionali esterni: **consulenze legali, revisione contabile, consulenze strategiche, agenzie di comunicazione, servizi IT esternalizzati. Costi che molte aziende sostengono regolarmente ma che variano molto in base alla struttura organizzativa.

- Spese generali e amministrative: utenze degli uffici, assicurazioni aziendali, software gestionali, cancelleria, viaggi e trasferte del personale non commerciale, spese postali e di comunicazione.

- Ricerca e sviluppo (R&D): per le aziende tecnologiche o farmaceutiche questa può essere una voce enorme. Include stipendi dei ricercatori, costi dei laboratori, licenze software per lo sviluppo, prototipi e test.

Il risultato di questa seconda sottrazione è l’EBITDA: la redditività operativa dell’azienda prima che entrino in gioco gli ammortamenti, gli interessi sul debito e le imposte.


Esempio numerico: calcoliamo l’EBITDA step by step

IImmagina LuceItalia Srl, una media impresa italiana che produce e distribuisce lampadine LED per il mercato consumer e professionale, con uno stabilimento in Lombardia e una rete di distribuzione nazionale.

VoceDettaglioImporto
RicaviVendita lampadine LED consumer + professional12.000.000 €
Materie primeFilamenti, vetro, componenti elettronici, gas, involucri− 3.600.000 €
Manodopera direttaOperai linea produzione e confezionamento− 1.800.000 €
Costi produzione direttiEnergia impianti, manutenzione macchinari, imballaggi− 900.000 €
= Margine Lordo5.700.000 €
Personale non produttivoManagement, amministrazione, commerciali, HR− 1.500.000 €
Marketing e commercialeFiere illuminotecnica, agenti, campagne GDO− 600.000 €
Affitti uffici e magazziniSede + magazzino distributivo Milano Sud− 280.000 €
Servizi professionaliRevisori, consulenze legali, certificazioni CE− 170.000 €
Spese generaliSoftware, utenze uffici, viaggi, assicurazioni− 150.000 €
R&DSviluppo nuova linea LED smart e test efficienza− 300.000 €
Totale Spese Operative− 3.000.000 €
= EBITDA2.700.000 €

Il margine EBITDA risultante è del 22,5%, dato da 2,7 milioni su 12 milioni di ricavi


Perché l’EBITDA Si Ferma Qui?

L’EBITDA esclude deliberatamente tre categorie di costi — ammortamenti, interessi e imposte — perché queste dipendono da scelte che non hanno nulla a che fare con l’efficienza operativa del business:

gli ammortamenti dipendono da quanto l’azienda ha investito in passato in asset fisici e da come ha scelto di contabilizzarli; gli interessi dipendono da quant’è indebitata e a che tassi; le imposte dipendono dal paese in cui opera e dalla sua struttura societaria.

Escluderli permette di confrontare aziende diverse, per struttura finanziaria, paese di residenza o storia degli investimenti, su un terreno comune: quanto riesce a guadagnare dal suo core business.


Conclusione

L’EBITDA non è un numero magico, ma è uno dei più utili per capire se un’azienda sa davvero fare il suo mestiere. Conoscere il percorso che porta dai ricavi fino a questo indicatore, e sapere cosa si nasconde dentro ogni categoria di costo, ti dà gli strumenti per leggere un bilancio in modo molto più consapevole.

La prossima volta che senti citare l’EBITDA di un’azienda, saprai esattamente da dove viene e cosa rappresenta.

Back to Blog

Related Posts

View All Posts »